Campione olimpico con la Jugoslavia a Los Angeles 1984 e campione del mondo a Madrid nel 1986, Sukno arrivò a Salerno proprio in quell’anno, diventando il primo straniero a indossare la calottina giallorossa.
La Rari militava in Serie B, e il suo arrivo segnò l’inizio di una svolta: fu tra i protagonisti della promozione in Serie A2 nel 1987 e, soprattutto, della storica prima promozione in Serie A1 nel 1991, insieme al connazionale Duho Veselin e sotto la guida di mister Savinovic.
Sukno ha difeso i colori della Rari Nantes Salerno fino al 1994, ricoprendo nell’ultima stagione anche il ruolo di giocatore-allenatore. Sono stati anni decisivi per la crescita della società, a cui ha contribuito non solo con il suo straordinario valore tecnico, ma anche con la sua personalità e la sua visione della pallanuoto.

Il suo legame con Salerno è raccontato nelle sue stesse parole, tratte dal libro 100 anni di Rari Nantes Salerno:
“Sono arrivato alla Rari Nantes Salerno nell’86-87, sono rimasto come giocatore fino al ’94, poi altri due anni in qualità di allenatore. La mia famiglia mi aveva raggiunto a Salerno ed eravamo tutti molto felici della città e della società. Ci arrivai per puro caso, fui contattato da un manager amico dell’allora presidente Pietro D’Elia, quell’anno non avevo ancora un contratto, così colsi l’occasione e venni a Salerno per conoscere tutti. Il presidente ed i tecnici erano contentissimi della mia presenza, così iniziai ad allenarmi. Ero abituato a ritmi di allenamenti molto più duri, a Salerno era previsto un solo allenamento al giorno. Arrivarono anche i miei figli, nove anni a Salerno durante i quali non è mancato mai nulla.
Era una vita semplice e bella. Nel ’91 riuscimmo ad andare in serie A1, una avventura indimenticabile. Poi arrivò in squadra il mio amico Duho Veselin e insieme facemmo davvero un gran bel lavoro. Sono rimasto molto amico anche dei fratelli Iannicelli che vennero anche a trovarmi in Croazia. In questi anni sono tornato due volte a Salerno, quando con la mia squadra dovevamo giocare a Napoli.
Per me la Rari Nantes Salerno ha significato l’inizio di un’altra vita, prima di allora non ero mai uscito dal mio Paese. Quando venni a Salerno era la prima volta che andavo a vivere in un altro posto. La Rari mi ha fatto sentire subito a casa, nonostante il primo periodo un po’ più difficile a causa della lingua, che ho appreso un po’ alla volta. Ricordo ancora l’agosto in cui me ne andai, nel ’94 per tornare nella mia ex squadra a fare il direttore per venti anni. Nove anni a Salerno che non dimenticherò mai.”
L’ultima volta che era tornato a Salerno è stata nel 2022, in occasione delle celebrazioni per il centenario della Rari Nantes, accogliendo con affetto l’invito del Presidente Enrico Gallozzi e ritrovando la sua casa sportiva ed i suoi ex compagni di viaggio.

Con Goran Sukno se ne va una parte fondamentale della nostra storia.
Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero di tutta la Rari Nantes Nuoto Salerno.
Non ti dimenticheremo mai.
